di Harold Pinter
Regia di Veronica Cruciani
Con Giorgio Marchesi e Simonetta Solder
Produzione: Savà Produzioni Creative

di Harold Pinter
Regia di Veronica Cruciani
Con Giorgio Marchesi e Simonetta Solder
Produzione: Savà Produzioni Creative
Sarah e Richard sono una coppia borghese che mantiene vivo il proprio matrimonio attraverso un rituale ambiguo: ogni pomeriggio lei riceve la visita del suo amante, con la tacita approvazione del marito. Ma chi è davvero l’amante? E fino a che punto il gioco può restare sotto controllo?
Una coppia di attori, una coppia nella vita. Un palcoscenico spoglio, con la scenografia accatastata sul fondo, come un magazzino di possibilità ancora inespresse. Entrano con il copione in mano, leggono le didascalie, si scrutano. La finzione è dichiarata, il gioco è esplicito. Ma a poco a poco la scena si trasforma, e con essa il loro rapporto: il teatro si costruisce davanti agli occhi del pubblico, mentre la relazione tra Sarah e Richard si sgretola sotto il peso di desideri taciuti e ruoli imposti.
All’interno della coppia matrimoniale esistono ruoli ben definiti, proprio come a teatro: Sarah e Richard giocano a essere altro da sé, inscenano il tradimento per restare uniti. Questa messinscena mette a nudo questo stesso meccanismo nella creazione teatrale. Se Pinter smaschera costruzione artificiosa di una relazione, in questa versione si svela il dietro le quinte della rappresentazione stessa, normalmente precluso allo sguardo del pubblico. Gli oggetti scenici, inizialmente dispersi, entrano progressivamente gioco, componendo uno spazio sempre più definito. Ogni in nuovo elemento segna un passo avanti nell’illusione teatrale e nel precipitare della dinamica coppia, fino a quando tutto è al proprio posto. A quel punto, la finzione è completa. E lo spettacolo può finire. Così come Sarah e Richard ritualizzano il tradimento per dare respiro al loro amore, il teatro diventa il luogo dove la finzione si fa necessaria per svelare una verità che, forse, nella realtà non sapremmo sopportare.