LA BISBETICA DOMATA

PROSA - 14 FEBBRAIO 2027 - TEATRO TALIA

31

Agosto

di William Shakespeare


Regia di Domenico Ammendola


Con Domenico Ammendola, Andrea Avanzi, Matteo Baschieri, Carlotta Ghizzoni, Ettore Marrani, Francesca Rossi, Gabriele Tondelli, Victoria Vasquez


Assistente alla regia: Martina Chiello


Musiche originali: M° Luigi Pagliarini


Light designer: Giancarlo Vannetti


Realizzazione scenografica: Donatello Galloni


Costumi: Valentina Donatti, Francesca Tagliavini


Maschere artigianali: Safir di Graziano Viale


Tecnico audio e luci: Gabriele Orsini


Produzione: Nove Teatro

QUANDO

Domenica 14 FEBBRAIO 2027 - ore 18:00

DOVE

TEATRO TALIA - TAGLIACOZZO

A Padova, il ricco gentiluomo Battista Minola ha due figlie: la dolce e desiderata Bianca e la maggiore, Caterina, dal carattere fiero, ribelle e scontroso. Battista decide che Bianca non potrà sposarsi finché non troverà marito anche Caterina, scoraggiando così i numerosi pretendenti della figlia minore. Arriva dunque da Verona il nobile Petruccio, deciso a sposare una donna ricca, indipendentemente dal suo carattere. Accetta la sfida di conquistare Caterina e, con determinazione e astuzia, riesce a sposarla. Dopo il matrimonio, Petruccio inizia un processo di “domatura”, imponendole una serie di privazioni e contraddizioni per piegarla alla sua volontà e renderla più mite e accondiscendente. Nel frattempo, i pretendenti di Bianca si travestono e si fingono insegnanti per corteggiarla. Alla fine, Bianca sceglie e sposa Lucenzio. La commedia si chiude con una cena tra amici sposati, dove i mariti scommettono su quale delle loro mogli sia più obbediente. A sorpresa, è Caterina a rispondere con prontezza e a pronunciare un lungo discorso sulla sottomissione della moglie al marito, lasciando tutti stupiti.

«La bisbetica domata fa emergere l’uomo, il maschio, nella sua pochezza e ci regala la storia di una donna che non poteva fare altrimenti: Shakespeare era figlio dei suoi tempi pertanto non possiamo pensare a una donna come la pensiamo oggi. La sfida di questo spettacolo è trattare il ruolo della donna nella nostra società, ridendo insieme di questi uomini che risultano, chi più chi meno, ridicoli e improbabili. Per tenere fede alle intenzioni dell’autore e rendere quest’opera una commedia ai giorni nostri, ho scelto di utilizzare il linguaggio della Commedia dell’Arte: i personaggi sono tutti mascherati. Utilizzando le possibilità che il testo offre e sviluppando i lazzi propri alle maschere, cercheremo di dare leggerezza a un tema che non può essere trattato con superficialità. » Domenico Ammendola